Risparmi possibili attraverso la contabilizzazione del caloreRisparmi possibili attraverso la contabilizzazione del calore

 
Risparmi possibili attraverso la contabilizzazione del calore
Non è tecnicamente possibile definire a priori in maniera scientifica/rigorosa ed assoluta a quanto ammonti il risparmio energetico dovuto all'installazione di un sistema di termoregolazione contabilizzazione individuale dei consumi (valvole termostatiche + contabilizzazione individuale dei consumi) in un condominio; sia esso caratterizzato da distribuzione termica di tipo "verticale" ed equipaggiato con un riscaldamento centralizzato oppure collegato ad una rete di Teleriscaldamento.

Poiché il risparmio effettivamente ottenibile in ogni singola condizione dipende da una grande numerosità di fattori (specifici = tecnici ed non-pecifici=comportamenti) una stima oggettiva (preventiva) da un punto di vista tecnico potrebbe essere tentata esclusivamente caso per caso attraverso un'analisi che, per la sua complessità, è decisamente anti-economica.

Si può dire, con ragionevole attendibilità, che, nell'uso pratico, il risparmio medio ottenibile oscilla da un 20% ad un 40% medio annuo rispetto alla situazione preesistente a parità di condizioni (stesso combustibile, stessa caldaia, stesso sistema distributivo, stesse condizioni meteo, etc.) in assenza quindi di altri interventi associati.

Per quanto attiene alla regolazione individuale di ciascun corpo scaldante a mezzo delle valvole termostatiche il risultato ottenibile in termini di risparmio energetico è, sostanzialmente, direttamente correlato alla caratteristica termica ed alla qualità del prodotto (componente industriale) impiegato. In particolare uno dei principali parametri da considerare ai fini del risultato è l'inerzia termica del dispositivo che incide in maniera determinante sulla "prontezza" della regolazione.

Per quanto attiene viceversa alla contabilizzazione attraverso i ripartitori di calore bisogna correttamente inquadrare questa tecnica. Si tratta, da un punto di vista metrologico, di una misura "indiretta di ripartizione". Ovvero non si tratta di una misura diretta di una grandezza fisica (come avviene quando leggiamo il totalizzatore del contatore elettrico che esprime direttamente i KWh consumati) in quanto la misura che viene effettuata dal ripartitore determina un "numero primo" assolutamente scorrelato dalla quantità di energia effettivamente ceduta all'ambiente dal corpo scaldante. Parallelamente deve essere condotta un'operazione di "caratterizzazione" del corpo scaldante considerato che permette di individuare un complesso di indici da impiegare nelle successive procedure di determinazione della quota di consumo di competenza del singolo corpo scaldante. La misura che si effettua non è specificamente il calore emesso dal radiatore considerato bensì la quota di pertinenza di quel radiatore tra tutto il calore emesso dai corpi scaldanti facenti parte del sistema termico considerato (la misura, come detto prima, oltre ad essere indiretta è "di ripartizione").

 

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